“FINANZA & SVILUPPO” NEL FRANCHISING PASSANO DALLA VALUTAZIONE “SUL” E DALLE STRATEGIE “DEL” FRANCHISOR

“FINANZA & SVILUPPO” NEL FRANCHISING PASSANO DALLA VALUTAZIONE “SUL” E DALLE STRATEGIE “DEL” FRANCHISOR

Dalle opportunità del microcredito e di altre forme di finanziamento, l’espansione di una rete passa sempre da una reale valutazione del franchisor effettuata con specifici strumenti e idonee tecniche che ne valorizzino ancor più la strategia e la solidità, a vantaggio di tutti i portatori di interesse.

Ancora un grande successo per l’annuale appuntamento convegnistico targato IREF Italia tenutosi a Padova il 26 settembre presso l’Hotel Tulip Inn. Titolo della Tavola Rotonda è stato “Franchising: finanza & sviluppo. Strumenti e tecniche per affilianti e affiliati”, un argomento di assoluto interesse e attualità che, pur molto vasto, è stato egregiamente affrontato e dibattuto da professionalità di alta qualità.

L’evento, come di consueto, ha aperto la manifestazione “IREF ITALIA PRAEMIA”, una edizione, la quarta, di un evento che anche quest’anno ha ricevuto il Patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e che IREF Italia ha appositamente rinnovato e nuovamente proposto a favore di una attiva partecipazione delle reti associate le quali hanno avuto, così, la possibilità di premiare i propri affiliati e direttori e di ricevere anche altri riconoscimenti dalla stessa IREF Italia e da Fédération IREF.

La Tavola Rotonda, ideata da IREF Italia ed organizzata in stretta collaborazione con Associazione Nazionale Commercialisti e Bureau Veritas e con la partecipazione di AZ Franchising ha confermato l’elevato valore professionale e culturale dell’evento.

Particolarmente gradita la presenza del Dott.Roberto Adami, Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti di Padova, che, oltre ad aprire i lavori della giornata, ha portato i saluti del Dott.Elio Giampietri, Presidente della stessa Associazione locale, e del Dott.Giuseppe Scalera, Presidente della Commissione Microcredito dell’Associazione Nazionale Commercialisti e che ha sostituito il Dott.Rag.Marco Cuchel, Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, impossibilitato alla presenza.

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Due sono state le tavole rotonde moderate da Mirco Comparini, Presidente di IREF Italia, nel corso delle quali, prendendo atto che il franchising ha dato segnali di piccola crescita o di mantenimento per tutto il periodo di crisi finanziaria, ancora in corso, i relatori hanno dibattuto sul fatto che non è, ovviamente, possibile non dover considerare che la stessa crisi ha impattato sul settore, in termini di ristrutturazioni aziendali, di riduzione di investimenti, di crisi di liquidità, di “ricerca di lavoro”, ecc., ecc.. Il tema principale, quindi, era centrato su alcune specifiche domande: “In otto anni di crisi finanziaria, come si rapportano e come si conciliano oggi le (determinanti) necessità finanziarie e le (vitali) necessità di sviluppo e crescita delle imprese nel franchising ? In tale lungo contesto storico, quali strumenti valutativi specifici sono veramente necessari per valutare un sistema di affiliazione affidabile ? Dall’inizio della crisi, la trasparenza è aumentata o diminuita ?

 

dsc_3949La prima, dal titolo “Il microcredito, opportunità, sviluppo e trasparenza”, ha ospitato i seguenti relatori:

Filippo ARENA (AGCM), Giuseppe SCALERA (Associazione Nazionale Commercialisti), Bruno MAZZANTI (Bureau Veritas), Diego RIZZATO (Mediocredito Italiano Spa) e Andrea SALVINI DONATI (Centro Servizi Soldani srl).

I relatori si sono confrontati sul tema dell’erogazione di fondi e somme agli affilianti, rapportato il tutto sulla necessità/opportunità di effettuare valutazioni sugli affiliati, considerato che, in termini di valutazione, l’erogazione di finanziamenti per investimenti al franchisee avviene ponendo alla base la business idea del franchisor, non solo, ma anche le modalità operative, le politiche gestionali, ecc. sono determinate dallo stesso franchisor. Ovvio, quindi, che per tale casistica ci si dovrebbe preventivamente porre il problema se il franchising è impostato seriamente, se la rete è ben strutturata, organizzata, ecc., ci si dovrebbe chiedere (e con dati ufficiali, non di organizzazioni “ufficiose”) il turn over degli affiliati, se la rete è solida e “duratura”, ecc., ecc.. Insomma, si dovrebbe affrontare più una valutazione sul franchisor che non sul franchisee.

In termini generali, tutti i presenti hanno convenuto che si tratta sicuramente di una necessità e che è alta la probabilità che tale punto di vista sia non preso in considerazione per il livello che necessiterebbe.

Una ufficiale e preziosa conferma di tale situazione, è giunta dall’Avv.Filippo Arena, Capo di Gabinetto dell’AGCM (Autorità che è stata assegnataria del Riconoscimento Speciale Iref Italia 2016), che ha illustrato alcuni casi trattati dall’Autorità proprio su tale tema e che hanno visto protagonisti marchi che, in precedenza, avevano anche ottenuto l’accreditamento presso organizzazioni pubbliche (Invitalia) e che si sono, poi, rese protagoniste di situazioni analizzate e negativamente valutate dalla stessa Autorità. Particolarmente importante e di grande rilevanza è stata l’affermazione che l’AGCM, per le sue specifiche funzioni, ha il sostanziale “obbligo” di andare anche oltre al dettato puramente normativo e sarebbe certamente utile per il settore che la norma contenesse molti dei principi applicati dall’Autorità e, sul tema, la coincidenza tra l’attività dell’AGCM e l’iniziativa di modifica legislativa proposta da IREF Italia, ANCommercialisti e AZ Franchising, non può che avere valutazioni positive.

Altra fondamentale conferma è giunta dall’intervento del Dott.Diego Rizzato, Direttore Generale del Microcredito Italiano Spa, il quale, oltre ad illustrare le caratteristiche del microcredito, del funzionamento e delle relative procedure, ha ben specificato che, in caso di domande di finanziamento da parte dei potenziali affiliati, una valutazione sul sistema di franchising costituisce elemento fondamentale per dare completezza all’analisi che i Tutor (previsti dalla normativa) devono effettuare per la predisposizione e l’inoltro della pratica che, nel caso di soggetti erogatori autorizzati da Banca d’Italia (come nel caso di Microcredito Italiano Spa), non hanno neanche la necessità di “passare” da un istituto di credito convenzionato il quale procede anche ad analisi di “bancabilità” del soggetto richiedente. A tal scopo, il Direttore Generale e il Presidente di IREF Italia, hanno pubblicamente annunciato una prossima collaborazione per predisporre una primo livello di valutazione del sistema di franchising, la cui valutazione completa potrà essere eventualmente assunta dall’ente certificatore Bureau Veritas con la specifica Certificazione delle Reti Commerciali.

Ed è stato proprio il Dott.Bruno Mazzanti, Responsabile Large Client di Bureau Veritas, a confermare l’assoluto interesse ad una collaborazione idonea allo scopo, specificando gli scopi della certificazione e le funzioni della stessa, tra le quali, rientra sicuramente quella di una valutazione del sistema di franchising a monte a beneficio di tutti i portatori di interessi, quali, oltre agli affiliati, gli istituti bancari e/o i soggetti erogatori di qualsiasi altra forma di finanziamento. Mazzanti ha poi posti in rilievo che il primo soggetto interessato alla certificazione dovrebbe essere proprio il franchisor, in quanto, il protocollo previsto per l’ottenimento determina e genera miglioramenti alla sua struttura base, quella fondamentale di tutti i sistemi a rete che però, ovviamente, devono essere attuati e applicati dalle aziende interessate.

Un importantissimo contributo al dibattito è giunto dal Dott.Giuseppe Scalera, Presidente della Commissione Microcredito dell’ANCommercialisti, che ha potuto portare a conoscenza degli intervenuti l’esperienza di una attività di tutoraggio attuata attraverso alcuni professionisti presenti sul territorio nazionale e organizzata dalla stessa Associazione e ha potuto confermare quanto in corso attraverso la partnership con IREF Italia avviando una valutazione sulla fattibilità di ampliare territorialmente le funzioni di tutoraggio collaborando con il Microcredito Italiano Spa predisponendo idonea formazione e preparazione agli stessi tutor in tema di franchising con la collaborazione di IREF Italia.

Una ulteriore conferma della assoluta fondatezza della problematica portata all’attenzione con la Tavola Rotonda è giunta dal Dott.Andrea Salvini Donati, Responsabile Europrogettazione e finanziamenti UE e locali del Centro Servizi Soldani srl, il quale, oltre a illustrare nel dettaglio le numerose differenze dei criteri e delle modalità di valutazione previste dalle normative europee, rispetto alle nazionali, basate su elementi sostanziali e realmente progettuali, ma anche di verifiche oggettive, ha ben chiarito che nel panorama di tutti i vari prodotti offerti in passati o attualmente in offerta in tema di finanziamenti, siano essi agevolati, che a fondo perduto, non è assolutamente presente alcun criterio di valutazione del franchisor o del sistema di franchising al quale il potenziale affiliato (richiedente l’erogazione di fondi) potrebbe aderire. Una attività di tale natura costituirebbe una iniziativa autonoma e volontaria, ma non sarebbe da escludere che potrebbe essere presa in considerazione e renderla rafforzativa (se positiva) per una valutazione del progetto di impresa o per l’erogazione di forme di finanziamento in generale. Anche in questo caso, insieme al Presidente di IREF Italia, si è confermato l’avvio di forme di collaborazione idonee allo scopo.

 

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La seconda tavola rotonda, dal titolo “Dai piani di espansione e strategie di marketing, alle valutazioni da parte degli affiliati” ha ospitato i seguenti relatori:

Paolo DARI (Manager di multinazionali), Jonatha GUGLIELMI (Mamey), Stefania MILO (Giovani CNA), Giuseppe SCALERA (Associazione Nazionale Commercialisti) e Paola SCARPELLINI (I Buoni Frutti/Aicare).

Questa parte della tavola rotonda è stato un continuum con i temi affrontati nella prima parte. Grazie al contributo dei relatori, che hanno saputo esporre il tema in oggetto in modo concreto e pratico, il tema principale è stato osservato e dibattuto da una diversa angolazione, trasferendolo al “mercato”, cioè, attraverso l’operatività del franchisor per il franchisee, di ciò che necessita o che la rete pensa essere necessario per una valutazione e attraverso l’operatività di coloro che professionalmente collaborano con i potenziali affiliati, ma anche con potenziali o affermati affilianti. Un complesso di attività, quindi, che vanno dalla progettazione, alle politiche e alle scelte di marketing di rete, fino ad analisi tecnico giuridiche non sempre facili nell’attuazione.

Il dibattito si è sostanzialmente incentrato e concentrato su alcuni aspetti principali e, in particolare, sull’incognita “se essere una rete trasparente ripaga”, sull’individuazione di “specifiche strategie di mercato per essere valutati positivamente e in forma credibile dai potenziali affiliati” e su quali attività sono state adottate dai marchi rappresentati o sull’operatività di chi assiste gli imprenditori.

Particolarmente apprezzato l’intervento del Dott.Paolo Dari (già manager di multinazionali, come Levi’s, Gas e altri e assegnatario del Premio Nazionale Valori Iref Italia 2016) che ha illustrato interessanti cases history ed esposto l’importanza della reputazione del brand attraverso l’applicazione da parte di importanti marchi. Nella sua analisi ha anche posto in rilievo (sintetizzandone l’esposizione molto più dettagliata) come può risultare determinante, nella generazione di un rapporto trasparente, costruttivo e temporalmente duraturo, anche la preparazione a carattere imprenditoriale della controparte, come l’essere imprenditori, l’essere preparati a svolgere il ruolo di imprenditore, generi automaticamente un rapporto più trasparente che non può che essere un vantaggio per ambedue le parti, ma certamente per il marchio che si “espone” sul mercato, che non è, però, esente da commettere gravi errori che ne possono compromettere l’affidabilità e la serietà.

Concorde nel sostenere che la trasparenza ripaghi certamente nel medio-lungo termine è stato il Dott.Jonatha Guglielmi (Responsabile franchising di Mamey) esprimendo delle perplessità in merito al breve termine, in un contesto ove la società sta esprimendo apprezzamenti più marcati a favore della “forma”, rispetto alla “sostanza” e, soprattutto, ad aspetti che solo apparentemente esprimono facilitazioni e semplificazioni come concetti di vantaggio. Tale situazione risulta essere anche maggiormente “sensibile” nel settore del senza glutine nel quale spesso gli affiliati si trovano anche ad essere direttamente interessati spinti da specifiche necessità soggettive e che pongono in una attività del genere aspettative, certamente economiche, ma anche di altra natura e di tipo personale e ciò dovrebbe costituire ancor più una sorta di obbligo morale all’attuazione della massima trasparenza da parte dei marchi del settore.

Dall’intervento della Dott.ssa Paola Scarpellini (Presidente Aicare e Responsabile del progetto di franchising sociale “I Buoni Frutti”, assegnatario del Riconoscimento Speciale Iref Italia 2016, studiato e sviluppato a cura dell’Università di Pisa e di Aicare) è stato possibile rilevare come e quanta trasparenza e correttezza sia stata attuata nel progetto “I Buoni Frutti” e come ciò si sia reso necessario per affrontare un settore (agricoltura) che non conosce i fondamenti e le caratteristiche del franchising e che, con tale progetto, si pone l’obiettivo sociale di un coinvolgimento di molteplici soggetti (persone e organizzazioni) verso i quali solo con tali modalità risultava possibile generare forme di approccio e coinvolgimento così da creare e organizzare un sistema di rete coinvolgente e partecipativo che consentisse alle persone di lavorare concretamente insieme e condividere valori ed obiettivi sociali “legando e collegando” i diversi soggetti coinvolti: ricerca e sistema delle competenze tecniche responsabili e gestori del marchio, imprenditori sociali, servizi sociali, consumatori, territori e soggetti di diversa natura a livello locale. Il tutto con coinvolgimento tale da affrontare in forma comune anche problematiche di governance, per la quale la trasparenza risulta fondamentale e essenziale.

Agli interventi di diretti operatori del settore, sono seguiti interventi di chi con tali operatori collabora professionalmente.

Con l’intervento del Dott.Giuseppe Scalera (in rappresentanza dell’ANCommercialisti) è stato possibile confermare come con lo sviluppo e con la crescita del franchising si renda sempre più necessaria una preparazione professionale specifica e non improvvisata che consenta di aiutare la clientela (sia essa affiliata o affiliante, includendo in ciò anche i “potenziali” aspiranti a tali ruoli) nel gestire una crescita aziendale o una adesione ad una rete riconoscendo gli elementi di affidabilità dell’operazione e dei soggetti protagonisti della stessa. Un approccio che, se non affrontato con la idonea preparazione, determinerebbe anche l’obbligo di attingere alle regole deontologiche che impongono al professionista di chiedere la collaborazione a colleghi specializzati sulla materia da trattare da mettere a disposizione dei propri clienti che di tale supporto necessitano.

Molto interessante l’intervento della Dott.ssa Stefania Milo (Presidente CNA Giovani) in quanto osservatrice da tre punti di vista, come imprenditrice del settore marketing, come rappresentante di operatori dell’artigianato e affini e come rappresentante di giovani imprenditori. L’intervento si è focalizzato su alcuni punti estremamente importanti come le difficoltà di una standardizzazione manageriale della gestione dell’impresa (caratteristica dell’imprenditoria nazionale), la necessità di affrontare la trasparenza in termini di investimento, quindi di veri e propri costi, così come la necessità di affrontare il percorso del “diventare imprenditori” con altrettanti concetti di costi e di preparazione, utile non solo ad affrontare il tema tipico dell’imprenditoria, ma anche ad affrontare in forma più collaborativa e più cosciente la tipica collaborazione tra le parti nel settore del franchising, includendo in ciò tutto il percorso formativo che il franchisor dovrebbe predisporre rispettando i veri e reali tempi per diventare imprenditore e non come semplice acquisizione di pure mansioni, limitandosi alle principali.

 

I tratti conclusivi dell’evento sono stati trattati dal Dott.Rag.Mirco Comparini (Presidente di IREF Italia) che, in qualità anche di esperto e specialista del settore, ha espresso grande soddisfazione per quanto è stato avviato tra le parti in tema di Microcredito, con le collaborazioni che ne deriveranno a favore degli Associati e dell’intero settore, e per quanto affermato dall’AGCM che costituisce un importante riconoscimento istituzionale dal più importante organismo dedicato alla trasparenza e correttezza comportamentale anche in materia di franchising.

Circa i contenuti della seconda parte, l’intervento di sintesi del Presidente di IREF Italia si è sostanzialmente concentrato sull’importanza di come la formazione (iniziale e continuativa) del franchisor a favore del franchisee, la durata, i contenuti, i temi trattati, ecc., possa costituire uno degli elementi più importanti per una valutazione sostanziale, concreta e indirizzata al raggiungimento del vero obiettivo del franchising, cioè, una collaborazione tra “veri” imprenditori, professionali e preparati.

 

La Tavola Rotonda, ovviamente, ha fornito molti più informazioni rispetto alla sintesi sopra riportata e che, per ovvie ragioni di sintesi, non risulta possibile dettagliare. L’importanza e la valenza di quanto trattato è stata riscontrabile nei giorni successivi all’evento ove tra gli intervenuti, includendo il pubblico, si è innescata una intensa attività di contatti per la generazione di forme di collaborazione e approfondimento.

 

Al termine dell’evento, IREF Italia, come di consueto, ha ringraziato tutti i relatori con una solenne consegna di un attestato di partecipazione (di seguito).

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